Formazione e sviluppo

TERRITORI E CULTURA – Villa Fedora. Baveno 28 novembre 2015

Report del gruppo di studio

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A B S T R A C T

Comunicare è: un “(…) processo finalizzato alla messa in comune,tra due o più interlocutori, di esperienze, informazioni, pensieri, emozioni.”      (Silvio Morganti)

 

Il nostro territorio è costituito anche da eccellenze, da accrescere, incrementare e mantenere. Esse si potenziano attraverso la cultura, snodo osmotico capace di coniugare/rapportare tra loro realtà sociali ed imprenditoriali.

La cultura, da intendere in senso ampio come sistema sinergico, contenente saperi, tradizione, formazione, identità territoriali, diviene quindi la modalità con cui trasmettere, conservare, alimentare tali eccellenze.

Cultura e formazione trovano collocazione nell’ambito privilegiato della scuola e nella realizzazione di eventi.

La coniugazione tra formazione, eccellenze ed eventi crea conoscenza e riconoscimento del territorio, soprattutto attraverso il confronto mediante reti lunghe verso l’esterno e le innovazioni.

RISOLVERE RICONOSCERE ARRICCHIRSI = capacità di creare reti, confrontarsi con nuove idee.

IN-TERESSARSI PRENDERSI CURA CO-IN-VOLGERE = città, luogo, spazio dove intessere rapporti. Comunicare mettere in comune per conoscere il proprio territorio e farlo vivere.

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P A P E R

“La percezione non mi dà come verità una geometria, ma delle presenze”                                        (M. Merleau-Ponty)

PRESENZE. Nel nostro territorio, inteso nella sua accezione più vasta come identità, tradizione, cultura, economia/produttività, coesistono eccellenze -presenze tangibili- conosciute, da ri-conoscere e far conoscere, da incrementare, accrescere, rinnovare, mantenere, tutelare, conservare, qualificare.

Si può sicuramente affermare che esse costituiscano una realtà fondamentale nella caratterizzazione identitaria del territorio stesso, in quanto rappresentative di varie peculiarità e specificità, sia sul piano creativo/artistico, che su quello economico/produttivo/imprenditoriale.

Gli aspetti toccati sono in effetti multipli: parliamo di paesaggio, così come di ricchezze agroalimentari; di design e arte; di musica e artigianato; di turismo, fiori e giardini; per citarne alcuni.

 

“Io credo che una città si fondi sui rapporti umani, sui rapporti della gente che sta insieme; e questo, semmai, aumenterebbe proprio le cose che sono desiderabili in una città.”                          ( J. Hillman)

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PERCORSI. Il percorso utile e auspicabile per incrementare la conoscenza delle eccellenze sul territorio, ma anche al di fuori di esso (esportare) e per creare nuove sinergie (coniugare le presenze con idee importate e provenienti dall’esterno), è da cercare nella cultura, intesa come ampio bagaglio di informazioni e come momento di formazione.

Va sottolineata l’importanza strategica dell’atto formativo, in quanto modalità e strumento principale per divulgare la conoscenza delle eccellenze e di conseguenza anche dello stesso territorio. Ri-scoprire la formazione, implica costruire contenuti esportabili, mettere in luce la ricchezza esistente, raccontare e comunicare il proprio territorio valorizzandone le risorse; significa avere delle ricadute positive su turismo, impresa, artigianato, sviluppando indotto. L’obiettivo di strutturare professionalità si integra quindi con l’aspetto costruttivo e propositivo del mettere a conoscenza il cittadino e/o il visitatore di ciò che è presente o può svilupparsi sul territorio e far si che ci sia un ri-conoscimento e un ri-conoscersi.

“(…) la materia prima per costruire il futuro e dare alimento all’innovazione è l’intelligenza razionale, la creatività, la capacità di risolvere problemi, di acquisire nuove conoscenze e sviluppare nuove capacità: in altre parole è la qualità professionale a tutti i livelli. (…) la formazione professionale è (…) il luogo di elaborazione di una nuova enciclopedia del sapere, in grado di connettere il sapere e il saper fare…) 1

 

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“L’obiettivo principale dell’educazione nelle scuole dovrebbe essere quello di creare uomini e donne che siano capaci di fare cose nuove, non soltanto di ripetere semplicemente ciò che le altre generazioni hanno fatto.”     (Jean Piaget)

 

AMBITI. Questo approccio trova terreno fertile nell’ambito di per sé privilegiato della scuola. All’interno dell’ambito scolastico è possibile strutturare ponti relazionali, interdisciplinari, tra cultura, impresa/produttività, artigianato, innovazione e sviluppare rapporti tra le differenti realtà territoriali, attraverso ricerche, analisi, laboratori, progetti sinergici.

La scuola diventa il fulcro verso il quale dirigere nuove proposte, valori, competenze, scambi ed interazioni professionali.

Scambio culturale tra territorio e ambito scolastico diviene integrazione e unione. Ciò significa coinvolgere, interessare e sensibilizzare a possibili temi di lavoro enti, associazioni, direzioni didattiche, dirigenti scolastici e insegnanti di materie correlabili, operatori del settore, studenti e genitori, imprese; significa suscitare curiosità e potenziare la conoscenza stessa del territorio, realizzando laboratori che incentivino la creatività degli studenti e li rapportino praticamente con le realtà produttive/economiche. Costruire insieme, per esempio, un progetto pilota partendo da un microcosmo stabilito (workshop, progetto di un prodotto, progetto per migliorare gli spazi scolastici, progetto d’innovazione e scoperta tecnologica, iniziative per far conoscere musei, paesaggio, laboratori multimediali, ..etc.), può essere l’occasione per affrontare altre tematiche ed esportare nuove idee, costituendo macrocosmi correlati.

 

“Certo per muoversi nel mondo, per rispettarlo ed amarlo, per sentirci coinvolti interamente in esso, è necessario vedere la profondità delle cose, usufruire di uno sguardo stereoscopico.”     (A. Hofmann)

LUOGHI TEMPORANEI. Se l’ambito spaziale di studio/progettazione è la scuola, i luoghi e i tempi rappresentativi delle eccellenze si esprimono mediante gli eventi.

Caratterizzati da una temporaneità stabilita, definita e da spazi specifici, in grado di raccontare a loro volta il territorio (la scena nella scenografia), gli eventi possono contribuire alla testimonianza delle presenze. Mediante una gestione che deve essere di tipo imprenditoriale, perciò non soltanto di volontariato, essi aggiungono il valore basilare del confronto con l’esterno (reti lunghe), necessario per un rilancio realistico del territorio.

Vero è che nell’istante in cui si introducono nuove visioni, nuovi contributi e idee, coniugando cultura e sviluppo, con uno sguardo verso il fuori, senza la paura del confronto, ma con il desiderio anzi di scoprire possibilità altre, si compie il passo verso la crescita e verso la risoluzione.

L’innovazione assume aspetto di importazione ed esportazione; diventa tratto distintivo della nostra realtà territoriale da far conoscere e possibile contributo esterno da inserire nel nostro vissuto, per riqualificarci e aggiornarci.

Come direbbe Marc Augé “(…) il luogo antropologico, è simultaneamente principio di senso per coloro che l’abitano e principio di intellegibilità per colui che l’osserva” 2, dove per antropologico si intende un luogo storico, identitario, relazionale. Il luogo è fatto di persone, di comunicazione/relazione, in esso viene ri-conosciuta l’identità da tutelare, ma si può introdurre l’apporto della novità, che rinnova, accresce tali relazioni.

E’ fondamentale il confronto con l’esterno per coniugare cultura e sviluppo. Abbiamo la necessità, come per gli eventi, di coniugare anche le nostre eccellenze con le reti e le eccellenze esterne. Questo accade già in molti casi, basta a pensare alle aziende leader del casalingo come Alessi o al turismo con quasi l’80% delle presenze internazionali, un tasso che non ha pari neanche nelle aree più riconosciute come trainanti, come ad esempio Trento. Ma questa capacità va rafforzata in entrambi i casi, per eventi ed eccellenze.

La biunivocità di rapporti interno/esterno, inoltre, permette promozione e attrattiva turistica nel momento in cui si acquisiscono dall’esterno nuove presenze. Esse potrebbero far conoscere e far apprezzare ulteriormente il nostro territorio, la nostra cultura, esportandola altrove.

 

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“La cultura popolare è un continuo manifestarsi di fantasia, di creatività e di invenzione. I valori oggettivi di queste attività vengono accumulati in quello che si chiama tradizione, tecnica o artistica o come si vuole. E, di continuo, questi valori vengono verificati da altri atti di fantasia e di creatività, e quindi sostituiti quando si dimostrano superati. Così la tradizione è la somma in continua mutazione dei valori oggettivi utili alla gente. Ripetere pedestremente un valore, senza fantasia, vuol dire non continuare la tradizione ma fermarla, farla morire.                                                                La tradizione è la somma dei valori oggettivi della collettività e la collettività deve continuamente rinnovarsi se non vuol deperire.”           (B. Munari)

 

UNIONI E CONIUGAZIONI. Coniugare eccellenze e formazione, significa coordinare tra loro culture, attività e produzione, sia per alimentare ed accrescere la conoscenza dell’esistente, sia per rinnovare e aprire nuovi canali esperienziali/conoscitivi.

L’aspetto formativo contribuisce così da un lato a conservare il sapere consolidato e dall’altro a divulgarlo, diffonderlo, con ampie prospettive.

Coniugare pratica e teoria, con l’obiettivo di formare nuove figure professionali, che divengano testimonianze della ricchezza culturale e produttiva del nostro territorio e possano offrire, perché no, servizi e prodotti innovativi alle eccellenze produttive, è in sé un atto progettuale, come direbbe Munari un “modo” che comprende diversi aspetti di un problema, da quello psicologico, sociale, economico a quello puramente umano. Un metodo progettuale utile a cercare di risolvere problemi collettivi3.

Coniugare i contenuti delle proposte culturali di alto livello formulate dalle associazioni culturali con una gestione imprenditoriale, cioè professionale, imprenditiva, per assicurarne la sostenibilità e accrescerne ancora maggiormente il respiro. Coniugare cultura e sviluppo, non solo nel significativo di promuovere un’immagine positiva e attraente del territorio come già alcuni eventi fanno, ma nel più ampio significato di continuare a ricreare le risorse peculiari dell’area (le eccellenze) ed attrarre risorse dall’esterno.

Un esempio di coniugazione tra eccellenze e momento formativo, si è avuto con i laboratori musicali realizzati in passato dalle Settimane Musicali e oggi da Tones on the Stones, ad esempio con il “Premio Fedora”, Concorso internazionale di composizione per teatro musicale da camera e per danza, nato nel 2007. Le 5 prime esecuzioni mondiali sono state realizzate attraverso la modalità del laboratorio di formazione e delle rete lunga: il Premio Fedora è stato un vero e proprio centro di produzione musicale ed artistica e di ricerca multimediale che ha visto la collaborazione con artisti locali, università (Politecnico di Torino, Accademia NABA) ed istituzioni culturali italiane prestigiose come La Biennale di Venezia ed il Festival MITO oltre che a istituzioni ed organizzazione straniere.

Altro esempio e’ legato collaborazione con Clay Paky, del gruppo Osram: un marchio di riferimento a livello mondiale nel settore dei sistemi di illuminazione professionale – dal teatro alla moda. Il progetto vuole offrire opportunità formative a lighting designer selezionati da una giuria di esperti che dopo un periodo di formazione in Clay Paky si confrontano con la produzione di uno spettacolo all’interno di Tones on the Stones.

Un altro esempio è riconducibile al paesaggio, con il Museo del Paesaggio che, grazie a Paesaggio a Colori, ha proposto un progetto per la realizzazione di un’ “Alta Scuola sul Paesaggio” e sta realizzando un percorso di formazione sul paesaggio locale ampiamente inteso coniugando paesaggio, formazione e turismo.

Altri percorsi realizzati o realizzabili guardano al design, con il collegamento tra Forum di Omegna, laboratori artigianali e scuole o la montagna, con il collegamento tra i Parchi, i temi dell’agroalimentare e del benessere.

O con la scuola collegata all’impresa, ove il progetto/studio diventa prodotto ed evento.

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UNA PROPOSTA CONCRETA.

Uno concreto racconto e una proposta operativa di come può esistere il connubio tra spazioscuola, luogo-evento, conoscenza-eccellenze ed evento lo si ha con: “La Giornata del Territorio”. Un appuntamento che si svolge a cadenza annuale in contemporanea nelle scuole provinciali, a partire dagli istituti superiori. La Giornata del Territorio vede l’osmosi fra scuola e sistema culturale locale inteso in senso ampio (associazioni e istituzioni culturali, rappresentanti delle eccellenze produttive e non, professionisti..): l’appuntamento e’ l’occasione per focalizzare l’attenzione sul valore e l’importanza anche per lo sviluppo delle eccellenze dell’area, conoscerle, ri-conoscerle, condividere approfondimenti e percorsi tematici che i singoli istituti possono avere realizzato. Questa proposta operativa vuole essere una risposta alle necessità che emerge in vari tavoli e gruppi di lavoro, ad esempio in ambito turistico, di far conoscere all’interno ancora prima che all’esterno le eccellenze del sistema locale.

Il coinvolgimento e l’impegno dell’intero sistema provinciale può avere l’effetto di ridurre la distanza delle nuove generazioni dalle ricchezze culturali dell’area, rafforzarne la percezione ed il valore identitario e convogliare energie e progettualità della scuola e dei piu’ giovani nel percorso cultura-formazione-sviluppo.

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  1. Giancarlo Lombardi, relazione presentata al convegno Confindustria, Innovazione, Formazione, Sviluppo, Mantova, 1987, in AIF, “Progessione formazione”, Frano Angeli, 1993, Milano, pag. 42.
  2. In: M. Augè,“Non luoghi”, Elèuthera, 1993, Milano, pag. 51.
  3.  B. Munari, “Fantasia”, Ed. Laterza, Roma-Bari, 2002.

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Formazione e Sviluppo Immagine

pdf  scaricabile  >>   Presentazione Formazione Sviluppo

 

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